A.A.A. MEMORIE, RACCONTI E RICORDI CERCANSI

 

Da fortezza medievale a residenza reale, la storia millenaria del castello di Govone prosegue tutt’oggi anche grazie a ciò che accadde dopo il 1897, anno in cui il Comune decise di acquistare il castello.

Una scelta senza dubbio lungimirante per una così piccola comunità, a favore della quale pesarono motivazioni storiche e oggettive come: le buone condizioni strutturali del castello, la possibilità di mettere all’asta il lussuoso mobilio per ammortizzarne l’investimento e, sopra ogni cosa, la necessità di ricavare spazio da dedicare alla vita di comunità.

Fu così che il castello divenne “casa dei Govonesi” e vi trovarono sede le scuole – infanzia, elementari, medie e serali -, gli uffici comunali, la Pretura, la biblioteca e le associazioni culturali.

Prese così avvio la trasformazione più profonda del castello: da scrigno misterioso e inaccessibile, appartenente a pochi eletti, a centro culturale per l’intera comunità. Un luogo ricco di storia in cui crescere, apprendere, formarsi e vivere, con gli oneri e gli onori di doverlo preservare al meglio per le generazioni future.

Non è un caso se, ancora oggi, in un borgo di 2.200 abitanti, sono attive più di 20 associazioni.

La comunità di Govone trasformò il castello e i suoi giardini nella principale scenografia di tutti gli eventi: balli, feste, fiere, processioni religiose e manifestazioni civili. La Fiera di San Giovanni, mostra zootecnica, fu trasferita nel viale del castello; fu organizzata una festa vendemmiale denominata Ottobrata, e, in tempi recenti, Sapori d’Autunno, Regalmente Rosa e Tulipani a Corte. Il potager fu trasformato in sferisterio e nel parterre di ponente venne realizzato il Monumento ai Caduti, mentre per un breve periodo la citroniera fu usata come cinematografo. Il corpus domini, la processione dell’Assunta e altre funzioni religiose percorrono i viali del parco del castello. Il salone e l’attuale Serra sono sede di convegni, mostre d’arte e concerti, mentre il piazzale è luogo di raduni e manifestazioni.

Chi voglia abbozzare il temperamento del Castello di Govone non può nasconderne alcun tratto, compresi quelli apparentemente più contrastanti: l’immagine che ne emerge, autentica e incomparabile nella sua unicità, non teme confronti.

Se l’edificio fosse stato preservato così come appariva al tempo dei Savoia, oggi avremmo una piccola porzione di storia di persone illustri da raccontare. Il visitatore, come spesso accade, pagherebbe per dare una sbirciata al lusso della nobiltà che fu, e nulla più. Invece, grazie alla storia che trasuda da queste mura, complessa e ricca di contraddizioni, è possibile leggere un significato che narra del castello e allo stesso tempo lo trascende: ciò che è successo dal 1897 in poi ha fatto sì che esso si mantenesse vivo per giungere alle generazioni successive e arrivare fino a noi.

Oggi più che mai l’impegno della comunità è volto a preservare questo luogo e a tramandarne la memoria, con sensibilità, rispetto e dedizione contribuendo a mantenere vivo e frequentato il castello.

Con la riapertura primaverile, il percorso visite si arricchirà di nuovi pannelli descrittivi per narrare le trasformazioni degli spazi con gli occhi di chi le ha vissute.

Per questo chiediamo l’aiuto di tutti voi nel recuperare foto d’epoca, ricordi, racconti e memorie di qualsiasi genere legate alla storia recente del castello.

Chiunque abbia piacere di contribuire a questo racconto a più mani potrà contattarci all’indirizzo mail segreteria@castellorealedigovone.it o sui canali social, Instagram e Facebook.

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