Il nuovo allestimento del Castello Reale di Govone

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Il progetto di valorizzazione del percorso di visita

Il Castello Reale di Govone, parte del sito UNESCO Le Residenze Sabaude, è al centro di un importante progetto di valorizzazione che restituisce al pubblico la dimensione autentica della residenza storica.

Grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo e con la Fondazione Accorsi-Ometto – Museo di Arti Decorative di Torino, il percorso di visita del Castello si arricchisce oggi di un nuovo allestimento del piano nobile, che permette di leggere gli ambienti non più solo come spazi decorati, ma come vere stanze di una residenza aristocratica.

Un intervento che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di restituzione storica e culturale del Castello Reale di Govone, situato nel cuore delle Langhe e del Roero, tra i territori più visitati del Piemonte.

Il Castello Reale di Govone: storia di una residenza sabauda

Il Castello Reale di Govone fu costruito nel XVII secolo dai conti Solaro di Govone e trasformato all’inizio dell’Ottocento in residenza reale per volontà di Carlo Felice di Savoia e della regina Maria Cristina di Borbone-Napoli.

Durante il periodo sabaudo il Castello divenne una raffinata dimora di villeggiatura, decorata con preziose pitture murali, tappezzerie e arredi che definivano gli spazi della vita di corte.

Nel 1897 il Comune di Govone acquistò il Castello, destinandolo a funzioni pubbliche come scuole e uffici comunali. Per sostenere la spesa fu venduto gran parte del mobilio originale: da quel momento il Castello divenne il cuore della vita della comunità locale.

Dalla tutela alla valorizzazione del patrimonio

Nel 1987, grazie all’impegno dei volontari del Centro di Promozione Culturale “Govone e il Castello”, iniziano le prime attività strutturate di apertura e promozione del bene storico.

Nel 2015 nasce Govone Residenza Sabauda ETS, ente dedicato alla gestione e valorizzazione del Castello e alla promozione delle sue attività culturali.

Negli ultimi anni, grazie al contributo delle principali fondazioni bancarie piemontesi, sono stati realizzati importanti interventi di restauro e recupero degli ambienti storici, sotto la supervisione della Soprintendenza. Questi lavori hanno permesso di ampliare il percorso di visita e restituire al pubblico sale progettate e decorate tra il XVIII e il XIX secolo.

Il riallestimento del piano nobile

Il nuovo progetto di allestimento nasce da una semplice ma fondamentale esigenza: restituire agli ambienti la loro dimensione abitativa.

L’assenza di arredi aveva infatti reso difficile immaginare la vita quotidiana all’interno del Castello, quando era dimora dei conti Solaro e successivamente residenza di villeggiatura dei Savoia.

Nel luglio 2025 è stato sottoscritto un accordo di comodato tra il Comune di Govone, Govone Residenza Sabauda ETS e la Fondazione Accorsi-Ometto, che ha concesso alcuni arredi provenienti dai propri depositi.

Grazie a questa collaborazione e al concesso e in comodato di alcuni arredi da parte delle famiglie Riccardi Candiani e Rossi di Montalera, le sale del piano nobile possono oggi raccontare nuovamente la loro funzione originaria, offrendo ai visitatori una lettura più completa e immersiva degli spazi.

Arredi, decorazioni e capolavori del Castello

Il nuovo allestimento dialoga con alcuni degli elementi più preziosi già presenti nel Castello, tra cui:

  • le tappezzerie cinesi del Settecento, dipinte a mano su carta e arrivate in Europa attraverso i commerci con l’Oriente
  • i marmi provenienti dalla Fontana d’Ercole della Reggia di Venaria
  • le decorazioni pittoriche ottocentesche realizzate da artisti attivi nelle residenze sabaude

L’inserimento di arredi storici permette oggi di restituire una percezione più autentica della vita di corte, trasformando la visita in un viaggio nel tempo tra arte, architettura e storia delle Residenze Sabaude.

Un castello vivo tra cultura, eventi e territorio

Il Castello Reale di Govone non è solo un luogo della memoria, ma uno spazio culturale vivo che ospita durante l’anno concerti, mostre, attività per famiglie ed eventi culturali.

Il nuovo allestimento rafforza questa identità: il Castello torna a essere percepito come una residenza abitata dalla storia, capace di accogliere i visitatori in un’esperienza immersiva tra patrimonio artistico e contemporaneità.

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L’intervento è stato è stato realizzato con il contributo di Fondazione CRC – Bando Patrimonio Culturale, Fondazione CRT e promosso da Govone Residenza Sabauda ETS.

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Puoi diventarlo in diversi modi: puoi donare il tuo 5×1000 oppure tramite ART BONUS, erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, per le quali, come previsto dalla legge, è possibile godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta. Oppure, ancora, affittando le location del castello per rendere unici i tuoi eventi o la tua attività imprenditoriale.

Se sei interessato a saperne di più e a conoscere i progetti futuri del Castello Reale di Govone per valutare una possibile collaborazione o azione di supporto, saremo lieti di incontrarci.

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    Il parco, i giardini, il borgo e i sentieri

    Govone è anche oltre le mie mura. È una comunità intera che si prende cura dei magnifici luoghi in cui vive. Vi invito quindi a scoprire tutto ciò che c’è intorno a me: il parco e i giardini, la serra, l’intimo roseto, il borgo e i sentieri outdoor, immersi nella natura, che potrete percorrere a piedi o in bici.

    Il parco, abitato da scoiattoli, picchi, gazze, abbraccia il castello tutto intorno con le sue siepi di bosso, i faggi, gli olmi e i cipressi.

    I giardini raccolgono e rilanciano la passione di Maria Cristina per la botanica e in particolare per le rose, sfoggiando diverse splendide varietà antiche

    Il centro storico allunga la visita al di fuori delle mura del castello, mostrandovi l'autenticità di un paese che, continuando a vivere, conserva la sua memoria.

    I sentieri vi conducono lungo i bordi della costellazione di cui il castello è protagonista, tra campi, vigneti e noccioleti, alla scoperta della terra.